La stangata annunciata dal governo italiano sulle banche ha fatto crollare i titoli del settore e mandato in rosso la Borsa di Milano. Ne hanno risentito anche i mercati europei, già depressi dai dati negativi sull’export cinese. La debolezza del settore delle esportazioni in Cina indica un peggioramento delle prospettive di crescita per l’economia del Paese e la tendenza dovrebbe continuare fino alla fine del 202. I timori per l’economia cinese, e anche per la tenuta delle banche Usa, avevano causato un’apertura in calo di Wall Street. Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones perdeva 221,96 punti (-0,63%), lo S&P 500 26,22 punti (-0,58%), il Nasdaq 110,49 punti (-0,79%). Milano segna -2,12%, Parigi -0,72%, Francoforte -1,14%, Londra -0,36%, Madrid -0,68%
Spread Btp/Bund sui 169 punti (variazione +0,45%, rendimento Btp 10 anni +4,13%, rendimento Bund 10 anni +2,44%).
A Piazza Affari Bper Banca registra -10,94%, Mps -10,83%, Fineco -9,91%, Banco Bpm -9,90%, Intesa Sanpaolo -8,67%, Unicredit -5,94%, Banca Mediolanum -5,96%.
Il timore di un rallentamento della domanda globale ha causato un calo del prezzo del petrolio, contenuto dalle dichiarazioni di Arabia Saudita e Russia sui tagli alla produzione: il Wti è a 81,46 dollari (-0,6%) mentre il Brent a 84,84 dollari (-0,6%).
Il dollaro è in rialzo sull’euro a 1,095 (1,1002 ieri in chiusura) che vale anche 156,857 yen (156,567), mentre il rapporto dollaro/yen è a 143,285 (142,309).
