Oltre 40 imprese liguri con più di 80 etichette in vetrina partecipano nella edizione 2023 di Vinitaly in corso a Verona. E tutte sono animate dalla passione per la cura di un territorio affascinante ma difficile. Giuseppe Parenti ed Elena Tavella dell’Azienda agricola Viarzo di Quiliano, nel savonese, sono i viticoltori etici premiati ieri per il loro lavoro di recupero di terreni e vigneti secolari e la produzione di una granaccia fortemente legata al territorio. E grande interesse ha suscitatola lo stand di Cà du Ferrà (vedi qui http://liguria.bizjournal.it/2023/04/ruzzese-a-bonassola-torna-un-grande-vino-amato-da-papa-farnese-e-scomparso-da-un-secolo/) l’azienda di Bonassola che ha recuperato un antico vitigno del levante ligure, pregiatissimo e un tempo famoso, amato anche dal Papa III, e scomparso ai primi del Novecento in seguito alla devastazione dei nostri vigneti causato dalla Fillossera. Scomparso a poco a poco anche nel ricordo. Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta, i due giovani titolari dell’azienda, sono riusciti nell’impresa di recuperarlo, con l’aiuto della Regione Liguria che intorno al 2007 ha deciso di coinvolgere il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Torino e l’Istituto Nazionale di Protezione Sostenibile della Vite.
Giuseppe Parenti, Elena Tavella, Davide Zoppi, Giuseppe Luciano Aieta si sono distinti per la tenacia e l’abilità con cui hanno saputo ricomporre il binomio tra cultura e agricoltura e il rispetto per la materia e per l’ambiente. Un orientamento che rientra nella sfera ESG. Le tematriche environmental, social and governance stanno diventando tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento e nella gestione di un’impresa e a Verona è emerso il loro potenziale. Non solo nella strategia delle aziende produttrici ma nelle analisi degli esperti.
Ieri a Vinitaly, al convegno Sol&Agrifood, Eugenio Puddu, consumer products leader di Deloitte Italia, e Francesca Tognetti, senior manager | sustainability services | audit and assurance di Deloitte, hanno messo a fuoco questo trend, analizzando i dati della ricerca di Deloitte Consumer Products Industry Outlook, uno studio basato su oltre 150 aziende di prodotti di consumo, tra cui i settori “alimentari e bevande”, “beni per la casa”, “cura della persona” e “abbigliamento”.
«Otto aziende su 10 che operano nel settore dei prodotti di consumo – ha detto Puddu – prevedono di aumentare i prezzi nel 2023, anche se quasi 1 manager su 2 teme che i rincari possano influire negativamente sulla domanda di beni e servizi. Inflazione, supply chain, cambiamento della domanda e carenza di talenti saranno, invece, le principali sfide per le aziende del settore Consumer Products. Il successo delle imprese del settore Consumer Products – ha precisato Puddu – passa attraverso alcune delle principali sfide del contesto economico, come l’aumento dei costi o le discontinuità nella supply chain causate prima dalla pandemia e poi dalla guerra. Nel nostro studio, condotto su 150 executive di tutto il mondo, tra cui l’Italia, analizziamo i fattori che differenziano le aziende che, nonostante le grandi difficoltà del contesto economico, stanno realizzando una crescita profittevole, facendo luce sulle priorità e sulle prospettive per il 2023 . In uno scenario incerto, il miglior indicatore di successo proviene dalle organizzazioni che stanno riuscendo ad accrescere la propria profittabilità. Queste realtà non si differenziano dalla media per caratteristiche oggettive – come l’ambito operativo, la dimensione, la provenienza o la struttura di ownership – ma agiscono in modo diverso in relazione a cinque aree chiave: si allineano alle evoluzioni della domanda, si trasformano in modo creativo, colgono le opportunità per aumentare le proprie quote di mercato, migliorano la propria catena di fornitura e concretizzano il loro impegno verso gli obiettivi ESG».
Puddu ha aggiunto che «Più di 9 figure dirigenziali su 10 dichiarano di dedicare risorse per migliorare la supply chain e l’eccellenza operativa e il 76% dichiara di avere come obiettivo la raccolta e la condivisione dei dati a beneficio di tutti gli stakeholder, dai consumatori ai partner».
E-commerce e innovazione saranno fattori chiave anche nel 2023, m&a cresceranno in Italia: prevista nel 2023 e nel 2024 e un dato sta emergendo con chiarezza: « Le aziende profittevoli – ha rilevato Francesca Tognetti – sono anche le più attente agli obiettivi ESG. Secondo quanto emerso dalla ricerca, le aziende profittevoli manifestano una maggiore consapevolezza in ambito sostenibilità, essendo fortemente impegnate nel perseguire gli obiettivi ESG. I partecipanti alla ricerca si sono dimostrati più propensi della media a investire per migliorare la propria attività di reporting ESG (83%) o sui temi di diversity, equity, and inclusion (75%), oltre che a sviluppare e partecipare a modelli di economia circolare (68%). Inoltre, mai come in questo momento l’attenzione verso le tematiche di sostenibilità è diventata prioritaria anche per le aziende italiane. Con le novità normative che entreranno in vigore a partire dal 2024, sia a livello nazionale che europeo, per le aziende diverrà obbligatorio divulgare informazioni sul proprio impatto sociale e ambientale. In previsione di ciò, oltre che in risposta alle richieste dei consumatori di maggiore trasparenza, molte aziende del nostro Paese hanno già intrapreso un percorso che va in questa direzione, fornendo volontariamente tali informazioni».

