La Borsa di Milano ha chiuso sopra la parità una seduta trascorsa per gran parte in territorio negativo con l’inasprimento delle tensioni tra Russia e Ucraina e lo spettro della recessione presente in tutta Europa. L’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,06% a 20.912 punti. L’All Share invariato a 22.727 punti, mentre il Ftse Italia Growth perde lo 0,62% a 8.873 punti.
Determinante per la rimonta è stata l’indiscrezione su un possibile via libera del governo di Berlino all’emissione di eurobond per contrastare la crisi dell’energia in Europa. Forti acquisti su Buzzi Unicem (+2,47%), sulla scia del balzo dei titoli delle materie prime in tutta Europa. Bene anche l’utility Hera (+2,42%) e i bancari Banco Bpm (+1,88%) e Unicredit (+1,76%). Sotto pressione Saipem (-4,21%), Tim (-2,99%), Tenaris (-2,9%).
Chiusura in calo per le principali borse europee, a eccezione di Francoforte (+0,01% a 12.274 punti), praticamente invariata. Parigi ha ceduto lo 0,45% a 5.840 punti, Londra lo 0,43% a 6.961 punti.
Quotazioni del petrolio in diminuzione con il Wti a 92,16 dollari al barile (-0,52%) e il Brent a 97,18 dollari al barile (-0,76%).
Cambio euro dollaro ancora in calo a 0,970685 (-0,31%). Cambio euro-yen a 141,4595 (-0,05%).
Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco diminuisce a 224 punti base (-11,61). Il rendimento è a +4,55%.
