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Torta salata da picnic

picnic

Sono più di una, a dire il vero, le torte salate della tradizione ligure che possono definirsi da picnic, cioè adatte a una merenda all’aperto. Molto gradevole in questi giorni, all’ombra ovviamente, nei boschi dell’entroterra, magari sulla riva di un ruscello, dove  passare qualche ora al fresco. E portarsi un buon vinello e qualcosa di buono da mangiare. In genere si scelgono frittatine, torte di verdura, insalate fredde di riso o di pasta, frutta.

La torta che nel titolo abbiamo definito da picnic può essere una piacevole variante a quelle di verdura che siamo abituati a consumare in questa stagione e di solito si portano in gita, a base di melanzane, bietole, zucchine. Si tratta di una torta del Levante ligure. Ripiena di salsiccia. Ma  niente affatto pesante.

Ingredienti: 200 grammi di farina, 400 grammi di luganega (o altro tipo di salsiccia che preferite), acqua, sale, olio extravergine d’oliva.

Procedimento: impastate la farina con l’acqua necessaria, un pizzico di sale e un cucchiaio d’olio: vale a dire, preparate la classica pasta della pasqualina, lavoratela bene con le mani per qualche minuti in modo da ottenere un impasto liscio, sodo e omogeneo. Dividetelo in due parti, che con un mattarello trasformerete in due sfoglie adatte a una teglia da 24-26 cm di diametro.

Fate uscire la luganega dal budello e sbriciolatela con le mani. Ungete d’olio la teglia, adagiatevi una sfoglia e sopra questa disponete uniformemente la salsiccia sbriciolata. Come nelle pasqualine, fate in modo che la sfoglia raggiunga e superi di qualche centimetro i bordi della teglia. Sopra lo strato di salsiccia deponete l’altro disco di pasta e ripiegatevi i bordi della prima sfoglia. Bucherellate con una forchetta il disco di copertura in modo da far uscire il vapore, e spennellatelo con un po’ dolio.

Fate cuocere la torta  in forno a 180 gradi per una trentina di minuti o comunque finché  la pasta non sarà dorata. Consumatela a temperatura ambiente, non mettetela in frigo. Potete berci un Rosso della Valpolcevera.

Placet experiri!