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Le imprese liguri crescono del 5,1% nel trimestre aprile-giugno (+2.192)

edilizia, costruzioni

Dopo le anomalie registrate negli ultimi due anni di pandemia, il bilancio tra iscrizioni e cessazioni di imprese nel secondo trimestre del 2022 mostra segnali di normalizzazione.

Il saldo tra aperture e chiusure si è attestato a 32.406 imprese, avvicinandosi alla media dell’ultimo decennio: anche se le iscrizioni non decollano (in totale sono state 82.603, il secondo peggior risultato del decennio), rallentano le cessazioni (50.197, in progressiva ripresa dopo la frenata del 2020).

I dati sono quelli forniti dall’analisi trimestrale Movimprese relativa al periodo aprile-giugno, condotta da Unioncamere e InfoCamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di Commercio.

Il mezzogiorno mette a segno l’incremento assoluto e relativo più consistente del trimestre, con un saldo di 11.542 imprese in più, seguito da Nord-Ovest (+8.438), dal Centro (+6.582) e dal Nord-Est (+5.844).

Il tasso di crescita nazionale relativo al secondo trimestre del 2022 è pari a 5,4%: la Liguria si assesta leggermente al di sotto del valore medio, registrando un tasso di crescita del 5,1%.

In totale le nuove imprese sono 2.192 a fronte di 1.374 cessazioni, con un saldo positivo di 818 unità. Le imprese registrate sul territorio regionale al 30 giugno risultano 161.414.

Per quanto riguarda il bilancio dei settori, a livello nazionale le costruzioni mantengono un ritmo di crescita sostenuto anche in questo trimestre con 8.548 imprese in più e una variazione dell’1,02%.

La ripresa del settore turistico a ridosso della pausa estiva è accompagnata da un saldo attivo delle imprese che operano nelle attività di alloggio e ristorazione (+4.026 la variazione assoluta, +0,88% quella percentuale).

Anche le attività professionali, scientifiche e tecniche mettono a segno nel trimestre un incremento cospicuo di 3.712 unità, pari al +1,59% in termini percentuali. Quest’ultimo settore mostra la variazione percentuale più consistente, seguito dall’istruzione (+1,24%) e dalle attività artistiche sportive e di intrattenimento (+1,15%).