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Carige, Guido: «I dati del terzo trimestre svolta importante, il partner arriverà»

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«I dati del terzo trimestre hanno segnato una svolta molto importante perché significa il ritorno alla redditività positiva a livello di margine operativo. Significano un nettissimo miglioramento rispetta ai dati del 2020, significano che la strada intrapresa – in termini di riduzione dei costi in senso lato, quindi non solo quelli relativi al personale e amministrativi ma la situazione complessiva della governance e quindi anche degli strumenti di presidio da parte della banca, unita con la crescita dei ricavi – sta dando comunque i suoi frutti». Lo ha dichiarato l’ad di Banca Carige Francesco Guido questa mattina a margine dell’inaugurazione della filiale di piazza Banchi a Genova, commentando i risultati della banca nei primi nove mesi del 2021, resi noti ieri.

«Da questo punto di vista – ha aggiunto – mi permetto di sottolineare come i numeri di Carige molto spesso vengano non adeguatamente valorizzati. Si perdono di vista alcuni aspetti che invece a mio giudizio, meritano di essere considerati, e lo dico perché è necessario dare risalto al lavoro dei colleghi, un lavoro straordinario, sviluppato anche nei momenti di maggiore emergenza nel 2020».

Secondo Guido, «Bisogna ricordare che Carige nell’ambito dei finanziamenti Covid è stata la banca in Liguria che ha realizzato il 50% dei volumi ma con una rappresentatività in termini di sportelli del 23%. Ed è importante il fatto che sul risparmio gestito nel corso del 2020 e ancora nel 2021 ci confermiamo come una banca che cresce del doppio rispetto alla media del sistema e come prima banca italiana in termini di tassi di crescita del risparmio gestito. Questo è doveroso dirlo da parte mia, ma è doveroso innanzitutto nei confronti dei colleghi. A proposito di Carige si parla solo del passato e del futuro, non del presente, però io adesso guardo al presente. È un atto di rispetto nei confronti dei colleghi e nei confronti del territorio».

Per il futuro di Carige si ritiene indispensabile un’aggregazione.  «È una prospettiva che vorrei delineare in termini diversi rispetto alla narrazione che sulla stampa prevale. Mi è consentito perché è comunque doveroso da parte mia. Cioè, il futuro per me non è la ricerca di una ciambella di salvataggio perché la banca sta affondando. I numeri del terzo semestre hanno dato chiara evidenza della forza della banca. Ma è un futuro che riguarda tutte le banche, anche le più grandi. Sottolineo, che anche le più grandi del sistema sono obbligate a guardare al futuro perché l’industria bancaria è sottoposta a pressioni straordinarie e irreversibili delle sue marginalità. Quindi è possibile riuscire a sopravvivere esclusivamente in termini di economia di scala. A maggior ragione Carige non può derogare a questo principio, quindi la ricerca della dimensione è fondamentale sicuramente per la banca, e direi per il territorio al quale la banca deve rispondere. E per poter rispondere adeguatamente, la banca deve avere la dimensione, i prezzi e i connotati tecnologici e operativi necessari a dare questo tipo di risposta.

Lo sfumare dell’operazione Unicredit-Mps secondo Guido non cambia lo scenario di Carige: «Anzi, forse potrebbe accelerarlo per molti aspetti, perché direi che le modifiche che sono state introdotte di fatto non appannano minimamente la percezione delle opportunità fiscali che sono comprese nella legge di bilancio. Da questo punto di vista Carige è tra tutte le possibili ipotesi di combinazione quella che consente un utilizzo pieno e totale delle potenzialità. Sono possibili anche altre operazioni, ma chiaramente dovrebbero confrontarsi con una quota a parte dei benefici che possono essere ritratti».

Guido ritiene ragionevole pensare che l’estate prossima Carige abbia un partner ma non guarda al futuro con apprensione. «Noi – spiega – immaginiamo la nostra strada in questi termini: immaginiamo il primo semestre con una strada in discesa; poi, nel caso in cui non si dovesse realizzare qualcosa entro il primo semestre, vediamo dal secondo semestre del 2022 una strada in pianura. Ma sempre una strada da proseguire e perseguire. Quindi, direi che non abbiamo particolari apprensioni perché d’altra parte siamo nelle condizioni ottimali di avere forse il miglior azionista di maggioranza possibile, in quanto è quello con lo stesso sistema bancario».