string(0) ""
array(2) { ["home"]=> array(2) { ["label"]=> string(4) "Home" ["url"]=> string(30) "https://staging.bizjournal.it/" } ["taxonomies"]=> array(2) { ["category"]=> array(2) { ["label"]=> string(9) "Categorie" ["terms"]=> array(1) { [0]=> array(2) { ["label"]=> string(8) "Economia" ["url"]=> string(48) "https://staging.bizjournal.it/category/economia/" } } } ["post_tag"]=> array(2) { ["label"]=> string(3) "Tag" ["terms"]=> array(1) { [0]=> array(2) { ["label"]=> string(12) "Aldo Alberto" ["url"]=> string(47) "https://staging.bizjournal.it/tag/aldo-alberto/" } } } } }
bool(true)

Alberto(Cia): all’assemblea nazionale i problemi della Liguria, abbandono suolo e danni ungulati

Aldo Alberto_presidente Cia Liguria(1)

«A Roma andremo per tenere alta l’attenzione sui problemi della nostra regione: abbandono dell’entroterra, dissesto idrogeologico e danni da ungulati. “Il Paese che vogliamo” non è solo il titolo dell’assemblea nazionale Cia di quest’anno, ma vuole essere anche il primo segnale di un percorso nuovo e diverso, un cambiamento rispetto al passato». Lo dichiara Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria e membro del coordinamento nazionale della Confederazione, a proposito dell’assemblea nazionale di Cia, intitolata “Agricoltori Italiani: il Paese che vogliamo. Territorio, infrastrutture, innovazione” che si terrà a Roma, all’Auditorium della Conciliazione in via della Conciliazione 4, il 29 novembre, a partire dalle 10,

Tra gli argomenti in agenda il 29 novembre, la valorizzazione del territorio e delle sue enormi potenzialità agricole ed ambientali. «Il rumore di fondo dei proclami della politica sta inesorabilmente oscurando i veri nodi cruciali della crisi dell’imprenditoria agricola – aggiunge il presidente di Cia Liguria – come la mala burocrazia, che sta penalizzando le nostre aziende impedendone sviluppo e crescita».

Per quanto riguarda la Liguria «Rifletteremo su come creare le condizioni per permettere agli agricoltori di riuscire a vivere il territorio. Il problema degli animali selvatici, per esempio, oggi non rende più fattibile coltivare in alcune zone. Mentre l’abbandono di estese aree dell’entroterra ligure è una delle prime cause di dissesto idreogeologico. Tutti argomenti già trattati in sede regionale e che porteremo anche all’assemblea nazionale. Non vogliamo esporre lamentele ma esperienze, progetti e proposte concrete. Siamo determinati a fare la nostra parte perché crediamo, fortemente, che l’Italia meriti di poter guardare al proprio futuro con fiducia e non con rassegnazione».