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Appalto mense scolastiche, Filcams Cgil critica il Comune di Genova

Loano Centro produzione pasti, mensa

“Si attendeva una serie di incontri tecnici per migliorare le condizioni di lavoro e quindi del servizio, ma al primo degli incontri prefissati, quello che è stato enunciato in linee generali era un capitolato già fatto”.

La Filcams Cgil contesta i contenuti dell’appalto della ristorazione scolastica del Comune di Genova: “C’erano impegni precisi e reciproci – scrive il sindacato in una nota – tra le organizzazioni sindacali e il Comune di Genova. Pur avendo preso atto che alcuni degli input che la Filcams Cgil aveva dato durante l’audizione consiliare del 9 gennaio erano stati recepiti, come la durata dell’appalto e la necessità di aumentare il personale dedicato anche in base a codici rossi e al lavaggio stoviglie, una costruzione realmente condivisa del capitolato non è di fatto avvenuta, tanto che abbiamo potuto analizzarlo nel dettaglio soltanto dal sito del Comune, una volta reso pubblico”.

Dopo un’approfondita analisi la Filcams si definisce “estremamente critica e non soddisfatta. Avevamo chiesto un inasprimento delle penali: sosteniamo che una sanzione di 500 euro alle aziende per ogni inosservanza delle norme di legge relative al personale e/o per la mancata applicazione dei contratti collettivi, non rispetti assolutamente l’idea di sanzione che avevamo espresso in più occasioni al Comune, tanto più che non è prevista l’aggravante della recidiva sulla quale avevamo insistito fortemente”.

Sulla clausola sociale di salvaguardia occupazionale, Filcams aveva chiesto di replicare quanto presente nel capitolato precedente: “Il Comune la riporta come da nostra richiesta sul capitolato d’appalto, mentre sul bando di gara scrive pari passo la clausola sociale così come espressa nel codice degli appalti e nel bando tipo dell’Anac, privilegiando la libertà di impresa sulla salvaguardia occupazionale. Era proprio necessario? Pur consapevoli della giurisprudenza e della legislazione che regola oggi il mondo degli appalti, sappiamo però che il Comune, in caso dovessero emergere dichiarati esuberi di personale da parte di una o più aziende aggiudicatarie, può, in quella fase, far rispettare quanto enunciato nel capitolato. La Filcams Cgil su questo aspetto, sarà vigile e pronta a intervenire se ciò non dovesse avvenire”.

In merito poi al contratto nazionale: “Avevamo sottolineato che il contratto di settore da applicare, secondo quanto enunciato nel codice degli appalti, è il Ccnl Turismo senza se e senza ma, e qui il Comune entra addirittura in contraddizione: prima impone alle imprese il suo rispetto esclusivo, e subito dopo permette a eventuali cooperative sociali aggiudicatarie, di applicare il loro contratto nazionale di riferimento in alternativa al Turismo; restiamo sconcertati ed esprimiamo totale disappunto, nonché preoccupazione, per l’inserimento di un elemento nuovo e a nostro avviso pericoloso, in quanto rischia di creare disparità di trattamento economico e normativo tra lavoratori”.

Filcams non esclude mobilitazioni.