C’era anche l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova Emanuele Piazza alla presentazione di Zones Portuaires, il Festival cinematografico che ha nella scoperta delle aree portuali una buona fetta di eventi collaterali. «Un rapporto fondamentale per il futuro di Genova quello tra città e porto – ha detto Piazza – che ha aggiunto anche un’opinione personale sull’ipotesi di mettere il polo petrolchimico nell’area della Lanterna: «Occorre una riflessione seria, non stiamo parlando di un’attività economica come le riparazioni navali che dà occupazione e porta benefici alla città, ma di una banchina di passaggio di merci, per quanto mi riguarda non è all’ordine del giorno».
Ricucire il rapporto con il proprio waterfront, proseguendo quanto iniziato con il recupero del Porto Antico di Genova e intervenire per riportare sicurezza e vivibilità nella zona della Darsena (Amiu è già intervenuta per bonificare le banchine dopo la denuncia dei pescatori genovesi) per Piazza sono tappe necessarie per il rilancio del capoluogo ligure dopo la decrescita demografica che ha subito negli ultimi decenni: «C’è bisogno che Genova ridefinisca se stessa, a dicembre vedremo i progetti legati al Blue Print che ha proprio l’obiettivo di ricollegare il Levante con il centro attraverso il mare».
In tutto questo, secondo Piazza, il recupero della Lanterna è l’elemento simbolico, anche se occorre dire che il monumento è aperto e visitabile soprattutto grazie ai volontari che lo hanno preso a cuore.
