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Carige: Malacalza, l’aumento di capitale non è necessario

carige

«Oggi non è necessario nessun aumento di capitale. Io non sono contrario agli aumenti di capitale se necessari, altrimenti sono dannosi. Al momento non c’è nessuna necessità». Lo ha l’azionista di maggioranza e vicepresidente di Banca Carige Vittorio Malacalza ieri sera al Festival della Comunicazione a Camogli. «Da imprenditore – ha precisato – ero famoso per aver sempre voluto gli aumenti di capitale, ma in Carige oggi non servono»

Malacalza ha aggiunto che «la governance di Banca Carige è tutta da fare: abbiamo messo a posto il vertice della banca e il board, ma stiamo lavorando fortemente sulla governance. Se non hai risorse efficienti e persone capaci non vai da nessuna parte». Il vicepresidente di Banca Carige ha poi aggiunto: «quando sono entrato in Carige c’era un’altra gestione e ritenevo si lavorasse più per portare via la banca che per risanarla». Il nuovo cda della banca ha intentato una causa da 1,25 miliardi di euro contro gli ex vertici dell’istituto e contro il fondo Apollo a cui è stato ceduto il ramo assicurativo. Malacalza ha quindi escluso un ingresso dell’ex a.d. di Unicredit Federico Ghizzoni nell’istituto ligure «Ghizzoni? È un mio amico ma certamente non entra in Carige».

Il vicepresidente dell’istituto ligure non ha escluso sorprese sul fronte dei crediti deteriorati. Nel piano industriale Carige è prevista la cessione dei crediti deteriorati per 1,8 miliardi in due anni, «ma può essere anche qualcosa di più eclatante, come meno eclatante. Dipenderà dalle convenienze aziendali . Noi siamo pronti. Certo a noi per primi danno fastidio gli npl però c’è modo e modo di eliminarli» Al momento la banca non sembra interessata a trattare con il fondo Atlante. «È uno strumento che può essere utile, ma noi non lo guardiamo. Pensiamo che ogni banca debba gestire i suoi npl».