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Nuovo codice degli appalti, le perplessità degli ingegneri

Piantina, costruire, progetto

Aspetti sicuramente migliorativi, ma anche qualche difetto. Gli ingegneri liguri hanno analizzato e sottolineato gli elementi chiave del nuovo codice degli Appalti (decreto legislativo n. 50/2016) sulla rivista mensile della Federazione degli Ordini liguri a firma di Domenico Muccio Palma, vicepresidente dell’Ordine di Genova.

Tra i vantaggi la maggiore chiarezza sull’istituto della concessione, rendendo più schematico e leggibile lo strumento del Partenariato pubblico-privato. Anche l’introduzione dell’offerta economicamente più vantaggiosa viene apprezzata, pur nella consapevolezza che il sistema giuridico italiano consente di opporsi al giudizio tecnico della commissione: in caso di appalti economicamente rilevanti questo comporta una perdita di tempo nelle operazioni di aggiudicazione, con danni per la Pubblica Amministrazione. Siccome spesso i ricorsi si fanno ugualmente con la consapevolezza di avere torto (lite temeraria), gli ingegneri avrebbero sperato un riferimento esplicito a eventuali sanzioni, anche se è previsto un sistema di rating della reputazione delle aziende gestito dall’Anac (l’Autorità nazionale anti corruzione).

A fare maggiormente paura alla categoria è però l’introduzione del progetto di fattibilità tecnica ed economica al posto di studio di fattibilità e progetto preliminare. Secondo Muccio Palma, la strutturazione data può dare qualche problema: sia perché non si è tenuto conto che in Italia si corre ancora il rischio di rinvenire residuati bellici, sia per il fatto di aver stabilito che i contenuti dei livelli di progettazione dovranno essere definiti con decreto del ministero delle Infrastrutture senza fissare un tempo massimo.

Questo decreto dovrebbe anche introdurre i nuovi parametri di riferimento per gli onorari, ma nel caso la norma non venga emessa comincerebbero i problemi.

La preoccupazione degli ingegneri deriva anche dal fatto che i contenuti del progetto di fattibilità tecnica ed economica spesso mal si conciliano con l’erogazione di finanziamenti non sempre programmabili con certezza e in tempi definiti. Inoltre il costo del servizio sarà sicuramente superiore al solo studio di fattibilità e quindi addio alle gare a invito, con i professionisti che non avranno i requisiti economico-finanziari per partecipare a quelle nuove.

Gli effetti si vedono già in Liguria: Filse ha bloccato il fondo di rotazione istituito per finanziare la P.A. per la redazione di studi di fattibilità in ambito partenariato pubblico-privato.