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Alessandra Fasce, genovese, la nuova campionessa mondiale di pesto al mortaio

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Alessandra Fasce, 36 anni, genovese, è la nuova campionessa mondiale di pesto  al mortaio. Lo ha deciso questo pomeriggio la giuria al Palazzo Ducale di Genova, dove si è svoltala gara.  Fasce era uno dei 100 finalisti (59% uomini) provenienti da 22 paesi ammessi alla finale di Palazzo Ducale. Cucina da 16 anni, lavora nella trattoria “Paulin” di Fontanegli. «Sono molto emozionata – ha dichiarato – era già un sogno esssere ammessa alla fase finale. Ora vinto e domani tornerò al lavoro». Alessandra Fasce ha dichiarato di non avere nessun segreto per il suo pesto: «venti – trenta minuti di lavoro al mortaio».

L’organizzazione del Campionato mondiale del Pesto genovese al mortatio nasce dalla collaborazione di professionalità diverse provenienti dalle aree del marketing territoriale, della grafica e comunicazione, della gastronomia e storia delle tradizioni. Il presidente è Roberto Panizza; il consiglio direttivo è composto da: Sergio Di Paolo, Sara Di Paolo, Mauro Cavallero, Maria Irene Sassi, Gianni Arimondo, Natalia Olivi, Pier Luigi Togni, Sergio Panizza, Paola Toni, Riccardo Bonini.

La giuria è composta dal presidente dell’Associazione Palatifini e da 30 persone accuratamente selezionate fra cuochi professionisti, esperti di cucina, giornalisti e opinion leader di settore che seguono un codice deontologico basato sulla conoscenza della materia e sull’uso di una scheda di valutazione che tiene conto di cinque fattori: la manualità, l’aspetto, la finezza, la consistenza e l’equilibrio tra i sapori.

La giuria è suddivisa in dieci commissioni di 3 assaggiatori ciascuna. Ogni commissione giudica il pesto preparato da un massimo di dieci concorrenti. Il presidente della giuria ha assoluta facoltà di decisione in caso di controversie tra i giudici. Della compagine fa parte di diritto il campione dell’edizione precedente.

Viene premiato il miglior pesto preparato al mortaio durante la gara, giudicato secondo parametri calcolati in base a una scheda di valutazione, in possesso di ogni giudice. Gli elementi di valutazione sono: manualità, colore, finezza, consistenza ed equilibrio tra gli ingredienti.