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Genova, Terre di mare chiude: addio ai molteplici servizi per i turisti disabili

Terre di mare

La realizzazione di una mappa con tre percorsi accessibili nel centro storico di Genova, redatta in cinque lingue, sarà l’ultimo capitolo di Terre di Mare che, dopo 14 anni, chiude definitivamente, non avendo più mandato dalle istituzioni per portare avanti il suo lavoro di informazione per i turisti disabili (www.liguriaforall.it). Si tratta di un centro che, per la varietà dei servizi offerti, poteva considerarsi unico in Italia.

Progettato e gestito dalla cooperativa sociale La Cruna per conto della Provincia di Genova, inizialmente il servizio Terre di Mare comprendeva, oltre al sito web, uno sportello informativo con sede a Palazzo Ducale e il noleggio di appositi scooter elettrici a quattro ruote. Lo sportello dava lavoro a tre persone e un coordinatore. Terre di Mare manteneva inoltre aggiornata la mappatura dell’accessibilità dei percorsi e delle strutture turistiche e ricettive, supportava enti locali e privati nei progetti di abbattimento barriere architettoniche, gestiva i servizi di accoglienza alla Fiera di Genova in occasione delle principali manifestazioni, dava supporto organizzativo per soggiornare a Genova e Liguria, organizzava visite guidate e gite su misura, si occupava della formazione di tecnici e disabili sul tema dell’accessibilità. 

“Genova per tutti noi”, pubblicata nel 2005 a cura di Terre di Mare, è rimasta l’unica guida di Genova esistente dedicata al turismo accessibile ed è ancora disponibile sul sito www.liguriaforall.it in versione pdf in italiano, inglese e francese; così come la guida alla progettazione accessibile destinata a ristoranti, bar, negozi che vogliano adeguarsi alle norme di legge (spesso ignorate).

Con l’abolizione delle province, Terre di mare ha subito nel 2012 una prima battuta d’arresto, ma è riuscito comunque a riaprire nel novembre 2013 con il finanziamento del Comune di Genova: lo sportello informativo si è spostato, con orari estremamente ridotti, da Palazzo Ducale a Palazzo Verde (vicino al Porto Antico) e ha continuato con il lavoro di informazione, di aggiornamento del sito, di mappatura dell’accessibilità delle strutture e del noleggio scooter. Da luglio 2015 anche il Comune di Genova ha smesso di sostenere il servizio e per la restante parte dell’anno l’erogazione dei principali servizi si è potuta garantire grazie al finanziamento ottenuto tramite il bando Otto per mille della Chiesa Valdese, con il quale si sono potute realizzare anche le nuove mappe multilingua sui percorsi accessibili del Centro Storico di Genova.

Terre di Mare supportava il turista disabile con informazioni qualificate e aiuto reale: per le salite troppo ripide c’era il noleggio degli scooter elettrici, per la scelta di un ristorante poteva essere messo in contatto con le strutture verificate accessibili, per informazioni su un’assistenza sanitaria specifica poteva trovare i servizi più adatti sul territorio.

Secondo quanto si legge nella nota diffusa da Terre di mare, “il 2016 rimane privo di prospettive: nonostante nei mesi scorsi siano stati sollecitati a lungo incontri con le istituzioni e risposte sul futuro del servizio, le uniche certezze sono i tagli al finanziamento e la conseguente chiusura del servizio”. L’ultima proposta al Comune di Genova risale allo scorso ottobre: consiste nel mantenimento del servizio informativo (sito web e pagina Facebook) e nel periodico monitoraggio di accessibilità da parte di operatori qualificati e prevede un costo di 13 mila euro l’anno. Ma le istituzioni non sembrano poter trovare tali fondi. 

Si legge ancora nella nota: “A questo punto la cooperativa sociale La Cruna rimette nelle mani delle istituzioni il database con le informazioni sull’accessibilità delle strutture, con la speranza che il Comune o la Regione trovino modo di tenerlo aggiornato per non dare notizie fuorvianti che metterebbero in difficoltà persone già fragili; è disposta a cedere gli scooter elettrici a chi possa garantirne il servizio di noleggio, così apprezzato in questi anni, e si augura che una città importante come Genova e una regione così territorialmente aspra come la Liguria vogliano in qualche modo continuare ad accogliere quell’importante nicchia di turisti che si trovano ad aver a che fare con la disabilità motoria, in modo permanente o temporaneo, e il cui coinvolgimento (o la non esclusione) è entrambe le cose: segno di civiltà e attenzione a un mercato, come quello del turismo, sempre più variegato e focalizzato sulle esigenze delle persone. In una regione come la nostra, che ha una delle più alte percentuali di residenti e turisti anziani, ma comunque attivi e con buona disponibilità finanziaria, crediamo che servizi come quelli di Terre di mare anziché cancellati, dovrebbero essere ritenuti essenziali e ben segnalati in tutti i canali turistici proposti dalle istituzioni”.