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Genova: Direzione Territoriale del Lavoro scopre 1.815 aziende irregolari nel 2015

lavoro

Milleottocentoquindici  aziende sono state trovate irregolari dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Genova nel corso dell’attività svolta nel 2015, concentrata soprattutto sui temi Lavoro del nero, della sicurezza e della tutela dei crediti dei lavoratori

L’Ufficio diretto da Carmina Mancino ha sottoposto a verifica nell’anno appena concluso 2.300 aziende, dei più diversi settori produttivi. L’alta percentuale di irregolarità (1.815, pari all’85 % del totale aziende visitate) si spiega in parte con il persistere di una scarsa cultura della legalità del lavoro sul territorio, ma anche e soprattutto con l’affinamento degli strumenti di intelligence, strumenti che consentono agli uffici di orientare la loro attività di contrasto all’economia sommersa verso realtà produttive, settori o istituti che risultano più “sensibili”. I controlli degli ispettori hanno riguardato i principali settori economici della provincia genovese, con una particolare attenzione alla tutela dell’integrità fisica degli addetti del settore dell’edilizia.

I Settori soggetti alle verifiche e il dettaglio delle irregolarità:

Costruzioni, Terziario e Turismo i settori economici maggiormente verificati nel corso del 2015.

Nel settore edile sono stati compiuti 1.197 accessi in cantiere. In totale, su 1.197 verifiche, 1.024 erano irregolari, 173 regolari, con un tasso di irregolarità dell’85%.

Nel terziario, distribuzione e servizi, sono state oggetto di accertamento 480 attività. Ttra esse 387 sono risultate irregolari, contro 93 regolari.

Nel turismo, comprensivo di alloggio e ristorazione sono stati verificati in un anno 244 pubblici esercizi, di cui 43 regolari e 201 no: percentuale di irregolarità del settore pari a 82%.

Nel settore manifatturiero industria su 77 realtà produttive sottoposte a ispezione, 56 non erano regolari, contro 21: il tasso di irregolarità in questo caso si attesta al 78,57%.

Trasporto e magazzinaggio: verificate nel 2015 71 imprese, solo 11 regolari con un tasso di irregolarità di 86,59%

Da sottolineare che per aziende irregolari non si intendono unicamente imprese che occupano lavoratori “in nero”, ma anche datori di lavoro che ricorrono a forme di inquadramento del proprio personale non conformi alla normativa, come per esempio nel caso di dipendenti sottoinquadrati e sottoretribuiti rispetto alle mansioni effettivamente accertate, o di inquadramenti errati o non più previsti dalle regole lavoristiche, come ad esempio i collaboratori a progetto, gli associati in partecipazione.