Si aggira intorno al 30-40% del fatturato complessivo del settore l’abusivismo nella ricettività secondo Confesercenti Liguria, che chiede controlli più capillari della Guardia di Finanza.
Il dato corrisponde alla stima percepita dagli operatori liguri a cui è stato somministrato un questionario ad hoc.
«Il fenomeno di chi offre abusivamente pernottamenti superscontati – denuncia Filippo Fossati, titolare dell’Hotel San Desiderio a Rapallo – è ormai dilagante, e per noi che seguiamo le regole al danno della concorrenza sleale si aggiunge la beffa di essere quelli additati per i prezzi troppo alti. Sempre di più sono anche le seconde case affittate senza alcuna autorizzazione, in spregio alle normative fiscali e senza alcuna garanzia di rispetto degli standard qualitativi. Tutto questo, inoltre, vanifica il tentativo di monitorare i flussi turistici, perché naturalmente solo gli operatori regolari registrano i loro ospiti. Noi albergatori comprendiamo l’esigenza di diversificare l’offerta ricettiva allargandola a strutture diverse dagli hotel, ma il rispetto delle regole rimane un requisito fondamentale, che troppo spesso viene disatteso».
Per la loro stessa natura, più snella rispetto agli alberghi, bed & breakfast e affittacamere rappresentano la tipologia di ricettività abusiva più frequente, ma la maggior parte di queste strutture è in prima linea nel contrastare il fenomeno. Come gli operatori aderenti al consorzio per l’ospitalità diffusa Liguria NonSoloMare, che riunisce le attività della Val Petronio. «Il nostro consorzio – spiega Franca Ginocchio, titolare di un b&b a Castiglione Chiavarese – nasce proprio con l’intenzione di fornire un’alternativa affidabile e di qualità al turista in cerca di una vacanza alternativa alle tradizionali mete balneari. Tutte le strutture aderenti rispondono ai requisiti di legge e soprattutto agli standard di qualità che chi invece lavora in nero non può garantire».
Secondo Marco Senatore, presidente di Assohotel Genova e membro del direttivo nazionale dell’associazione, «il problema è serio, e d’altra parte e riguarda tutto il paese. Da parte nostra non possiamo fare altro che denunciarlo e invocare a gran voce alle autorità competenti dei controlli che siano davvero approfonditi ed efficaci. E che almeno, a noi albergatori, venga risparmiata la beffa di dover dare indicazioni a quei turisti che si presentano alla nostra reception chiedendo, spaesati, dove sia un appartamento che hanno prenotato online e non riescono a trovare. Magari, un appartamento che alla fine si scopre non esistere nemmeno. Perché anche queste sono cose che accadono ormai sempre più spesso».
