Una cordata di aziende interessate a partecipare in Amiu: si chiama “Gestione rifiuti – economia circolare” il gruppo di lavoro messo in piedi da Confindustria Genova che ieri, in occasione dell’incontro sulle partecipate che si è svolto nella stessa sede di via San Vincenzo, si è proposto al sindaco Marco Doria, presente in sala, come partnership dell’azienda.

Giuseppe Zampini e, a destra, Marco Doria
«Piena apertura e disponibilità da parte di Confindustria Genova in questa iniziativa», sottolinea Giuseppe Zampini, presidente degli industriali genovesi. Un’apertura fondata sul censimento svolto sull’area metropolitana di Genova che conta 14 impianti di gestione dei rifiuti interessati all’operazione. Si tratta di impianti con una capacità produttiva di 170 mila tonnellate e che prevedono costi uguali o inferiori ai 100 euro a tonnellata. E in alcuni casi è previsto anche un contributo per il recupero di determinati rifiuti. Cifre decisamente più ragionevoli rispetto ai 130 euro a tonnellata (senza contare le spese di trasporto) sborsati da Amiu per smaltire le 300 mila tonnellate annuali di rifiuti da quando la discarica di Scarpino è stata chiusa.
L’interesse dunque c’è e, secondo Doria, potrebbe essere reciproco: «Il progetto industriale di Amiu prevede la possibilità di partnership con le imprese private, considerando che il Comune azionista ha difficoltà oggettive a sostenere da solo gli investimenti necessari all’azienda». Un tema su cui si discuterà a breve: entro fine mese il Comune dovrà deliberare proprio sulla riorganizzazione delle partecipate.
Ma non si è parlato solo di Amiu. Sul tpl, Doria ha ribadito la presenza di Busitalia, Ariwa e Ratp come unici interlocutori privati di Amt per costituire un’associazione temporanea di imprese. E su questo tema, ha chiamato in causa proprio Confindustria: «Sarebbe bene che si pronunciasse su Amt – spiega – visto che finora, soprattutto nei momenti difficili affrontanti dall’azienda, nessuno è intervenuto per sostenere le mie posizioni». Un’azienda, Amt, così come Amiu, che nonostante le difficoltà «ha chiuso i bilanci 2013 e 2014 in pareggio, se non con un piccolo margine di utile», tiene a precisare Doria. E puntualizza anche su Aster, chiamato spesso in causa per il “monopolio” sui lavori pubblici a Genova: «Dati alla mano, posso provare tranquillamente che Aster non fa tutto a Genova, anzi: la maggior parte dei lavori viene affidata ad aziende private».
