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Cyber security: Polizia postale e Ansaldo Energia uniscono le forze per proteggere le grandi aziende

cyber security

Garantire la sicurezza alle grandi aziende prevenendo e contrastando i crimini informatici sui sistemi informativi, tramite l’adozione condivisa di procedure di intervento, lo scambio di informazioni e la programmazione di incontri formativi. Questo lo scopo dell’accordo siglato oggi nella sede della Questura di Genova da Polizia postale e Ansaldo Energia.

L’intesa, che consolida la crescente sinergia tra le due realtà, è stata firmata da Tiziana Pagnozzi, dirigente del compartimento Polizia postale e delle comunicazioni per la Liguria, e da Luca Luigi Manuelli, chief digital officer and svp quality, it and process improvement di Ansaldo Energia, alla presenza del questore di Genova Vincenzo Ciarambino e del ceo di Ansaldo Energia Giuseppe Zampini.

Avvalendosi di tecnologie di elevato livello e personale altamente qualificato, specializzato nel contrasto al cyber crime, la Polizia Postale mette a disposizione la propria esperienza a tutela di infrastrutture critiche, enti, aziende che gestiscono dati sensibili, per prevenirne la sottrazione di informazioni, a seguito di attacchi informatici. Ansaldo Energia, come fornitore di prodotti e servizi chiavi in mano per gli operatori elettrici, rappresenta un punto di osservazione privilegiato per la resilienza di infrastrutture critiche.

Non a caso, sono migliaia gli attacchi tentati ogni giorno contro l’azienda: dai tentativi di sabotaggio alle turbine, al furto di mail e informazioni di proprietà intellettuale, fino al phishing da finti fornitori che si fanno pagare centinaia di migliaia di euro di prestazioni. «Il furto di informazioni è più pesante del furto di cose − precisa Zampini − perché la sottrazione di informazioni si protrae nel tempo e la perdita economica aumenta».

L’intesa rientra nella recente direttiva europea Nis, per la protezione e resilienza delle infrastrutture critiche: l’attuale situazione generale impone la necessità di rafforzare il sistema di prevenzione e sicurezza dei sistemi informativi di interesse pubblico che gestiscono dati ritenuti sensibili, per prevenire la possibilità di attacchi informatici, anche di matrice terroristica.