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La crisi politica fa crescere lo spread ma non turba la Borsa di Milano, positiva come gli altri listini europei

Borsa orso toro
Borsa

La probabilità di una fine del governo Conte ha causato un forte ampliamento dello spread Btp/Bund ma non ha depresso la Borsa di Milano, che ha chiuso in rialzo, intonata con gli altri listini europei. A dissipare il pessimismo che nei giorni scorsi ha reso cauti gli operatori, frenando l’azionario, è stata la concomitanza di almeno due fattori. Per quanto riguarda la tensione Usa-Cina, un segnale positivo è arrivato da Pechino, con la Banca centrale cinese che sta frenando la discesa dello yuan. In Europa la Bce sta rassicurando i mercati con messaggi che fanno ipotizzare una poliitca monetaria accomodante.

Londra segna +1,2%, Francoforte +1,6%, Parigi + 2,3%. Milano ha terminato con Ftse Italia All-Share a 22.767,79 punti (+1,36%) e Ftse Mib a 20.841,15 punti (+1,47%). Lo spread Btp/Bund dai 197 punti base di ieri sera è arrivato a 210 pb (variazione +5,95%, rendimento Btp 10 anni +1,54%, rendimento Bund 10 anni -0,56%)

A Piazza Affari bene i bancari, con Fineco (+4,65%) in testa al Mib. Brilla anche Stm (+4,01%) che come tutto il comparto tecnologico ha beneficiato della distensione Usa-Cina. I rialzi del petrolio hanno spinto Saipem (+3%) e Prysmian (+2,4%).

Dopo il tonfo di ieri è in risalita il petrolio dopo che l’agenzia Bloomberg, citando una fonte governativa, ha pubblicato la notizia che l’Arabia saudita darebbe favorevole a tagli nella produzione per evitare il calo delle quotazioni. IL Wti con contratto di consegna a settembre viene scambiato a 52,7 dollari al barile (+3,3%) e il Brent su ottobre a 57,5 (+2,4%).

Sul Forex il cambio tra euro e dollaro resta a quota 1,12. Il dollaro vale 106,12 yen (106,41 ieri sera) mentre il rapporto tra divisa Usa e yuan resta sopra la soglia di 7 a 7,045 (7,022).