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Borse europee, chiusura cauta in attesa riunione Bce e Beige Book della Fed

Borsa orso toro
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Chiusura in rialzo per le Borse europee, compresa Milano, dove i listini sono scesi e poi risaliti in scia alle notizie sulla manovra di bilancio del governo italiano. In finale di mattinata indiscrezioni su tensioni fra M5S e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in tema di reddito di cittadinanza hanno prodotto un netto calo, appena il Movimento ha definito la notizia “infondata” i titoli sono tornati a salire e lo spread è tornato in area 237 punti, dopo avere toccato i 240 punti. Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 23.234,36 punti (+0,52%) e Ftse Mib a 20.963,00 punti (+0,52%). Anche le altre Borse europee hanno chiuso in territorio positivo, senza avere subito gli alti e i bassi determinati dalla politica italiana. Gli investitori sono rimasti comunque prudenti in vista della riunione di domani del consiglio direttivo della Banca centrale europea e del Beige Book, il rapporto della Federal Reserve sullo stato di salute dell’economia Usa che verrà diffuso in serata e sarà alla base delle decisioni di politica monetaria del Fomc (Federal open market committee). Ftse 100 di Londra segna +0,55%, il Dax 30 di Francoforte +0,52%, il Cac 40 di Parigi + 0,92%,

Sul listino principale di Milano i maggiori rialzi sono di Fca (+4,4%) e Ferrari (+2,62%) a causa di report favorevoli, di Ferragamo (+4,07%) dopo la diffusione di voci, pur smentite dall’azienda, di cessione di asset immobiliari, e di Saipem (+3,69%), spinta dal rialzo del greggio. Hanno accusato ribassi più netti Stm (-4,06%), Prysmian (-3,45%) penalizzata dalla notizia che sono stati interrotti i collegamenti del cavo tra Scozia e Galles, Poste Italiane (-1,56%), Banca Generali (-1,27%).

Sul fronte dei cambi, l’euro ha riconquistato posizioni sul dollaro: la divisa europea viene scambiata a 1,1642 dollari (da 1,1583 di ieri). Vale 129,66 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 111,35.

Petrolio ancora in rialzo. Il Wti segna + 2,4%, raggiungendo quota 70,93 dollari al barile.