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Arpal, sperimentazione unica in Italia sui fumi delle navi

porto genova

Una sperimentazione pionieristica in Italia, non priva di difficoltà, ma utile per capire che i modelli e i metodi utilizzati sinora non sono del tutto veritieri nella rappresentazione dello stato delle cose in materia di inquinamento da emissioni delle navi.

I primi risultati sono stati presentati da Arpal nella conferenza di apertura della Genoa Shipping Week. La collaborazione, avviata con la con la Capitaneria di Porto e con i tre armatori di traghetti che operano nel terminal genovese (Tirrenia, Moby, Gnv), ha consentito di misurare i fumi di tre traghetti sia in fase di manovra, sia in entrata sia in uscita, sia a regime. Sotto la lente le emissioni di ossidi di azoto e zolfo.

La discrepanza tra i dati ottenuti applicando il metodo “engine parameter check” (cioè il controllo dei parametri del motore per capire se si sta usando il combustibile giusto per evitare lo sforamento) e il metodo della misura diretta, suggerisce una probabile necessità di revisione della norma di controllo delle emissione degli ossidi, rendendo necessari controlli diretti e periodici.

«Siamo disposti a collaborare – dice Luca Filippasso di Gnv – per contribuire a migliorare il sistema, questa sperimentazione è stata utile anche perché ha consentito di misurare la qualità del combustibile e l’efficacia delle manutenzioni, sarebbe utile inquadrare tutto questo in un contesto normativo».

Giovanni Giustiniano di Moby e Tirrenia, aggiunge: «Siamo sensibili alla questione fumi, consapevoli che alcuni sistemi sono difficilmente applicabili a navi esistenti».

La soluzione sarebbe il passaggio al Gnl, il gas naturale liquefatto, che produrrebbe un crollo vicino al 90% delle emissioni, come dichiara Giampiero Decubellis, general manager di Wärtsilä Italia. L’alternativa sono i catalizzatori, perché i motori tradizionali non possono scendere oltre un certo livello di emissioni, un sistema compatto ma comunque invasivo per un armatore, un investimento notevole.

«Questa esperienza – sottolinea Giovanni Pettorino, comandante del Porto di Genova – ha cominciato a scrivere una pagina di letteratura tecnica che si doveva iniziare a scrivere, mi auguro di poter collaborare ancora con Arpal, ampliando le esperienze, utili per chi lavora su normative».