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Scrutini elettorali: a Genova un sistema di controllo “a prova di errori”

Comizi elettorali

Parola d’ordine: rispettare e interpretare l’autentica volontà dell’elettore, senza però dimenticare l’obbligo dell’anonimato (al bando quindi segni che rendano la scheda troppo riconoscibili) e con la consapevolezza che dopo magari 18-20 ore di lavoro, chiunque può incappare nell’errore.

La macchina elettorale del Comune di Genova è già in moto e i numeri sono importanti: 668 presidenti di seggio (di cui 15 per i seggi speciali), 2.642 scrutatori (386 rinunce al primo giugno, in calo rispetto alla tornata del 2012), 179 addetti al plesso, 72 telefonisti addetti al call center del centro prime notizie e alla digitazione dei risultati e delle preferenze, 15 dipendenti pronti a rispondere ai quesiti che arriveranno dai seggi, senza dimenticare tutti coloro che lavoreranno per il rilascio delle tessere elettorali, i dipendenti tecnici, informatici e gli operai.

I votanti in cifre nel confronto con il 2012
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Luca Uguccioni, segretario e direttore generale del Comune di Genova, loda l’amministrazione, dopo la propria esperienza bolognese, per «l’assoluta attenzione al tema dell’informazione ai cittadini sulle modalità di voto».

Intanto sottolinea l’importanza di avere presidenti di seggio e scrutatori che siano in grado di intepretare la volontà dell’elettore, tanto che i presidenti sono stati invitati a un incontro informativo dal Comune stesso, che serve anche da riepilogo su come procedere nella fase di scrutinio, per nulla semplice. «A Bologna è successo che un presidente non abbia inviato il verbale, praticamente annullando tutti i voti del suo seggio. È difficile, dopo una giornata di lavoro che comincia prima delle sette del mattino e proseguirà per tutta la notte, essere sempre lucidi, per questo vogliamo ridurre gli errori al minimo», aggiunge Uguccioni, che ricorda il manuale per le operazioni di voto e scrutinio (consultabile qui: Manuale Amministrative 2017)

Tanto che saranno gli stessi presidenti di seggio e non gli addetti al plesso, a comunicare i dati al centro informazioni. «In più – sottolinea Cinzia Vigneri, direttore dei servizi civici del Comune – abbiamo un sistema di controllo automatico che segnala eventuali errori». In pratica se il numero di votanti a chiusura del seggio non dovesse corrispondere nel conteggio finale, verrà richiesta subito una verifica.

Il compenso per i presidenti di seggio è di 187 euro, mentre per scrutatore e segretario è di 145, per il ballottaggio le cifre calano, essendo tutto più semplice: rispettivamente 150 e 120 euro. Sono in tanti ad aspirare ancora a svolgere questo “dovere civico”: 20 mila gli iscritti alle liste degli scrutatori «alcuni sono proprio affezionati», sottolineano i dirigenti del Comune.

Al momento nessuna richiesta da parte dell’Osce di presenziare per controllare il regolare svolgimento delle elezioni, ma – assicura Vigneri – è probabile che qualcuno sia in giro per monitorare, visto che Genova è ritenuta interessante».

Le difficoltà sono soprattutto sulla verbalizzazione del voto disgiunto, il riepilogo può indurre a errori, a Genova tuttavia, non si registrano da anni presidenti che sono stati esclusi per gravi inadempienze.

Non solo “genovesi”

Curiosità sulle elezioni genovesi
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Sono state spedite circa 31 mila cartoline di avviso per i residenti all’estero che però possono votare in città, anche i cittadini Ue in possesso di un documento di residenza possono votare a Genova (sono 965).

In aumento sia i seggi accessibili dai disabili (150) sia gli elettori che votano per la prima volta perché diventati cittadini italiani: 788. Il fenomeno dell’acquisizione della cittadinanza è in crescita, praticamente decuplicato rispetto a cinque anni fa (coinvolge anche molti minori). Per ottenere la cittadinanza occorre essere residenti da 4 anni se membri di Paesi dell’Unione Europea, da 10 anni se di altri Paesi.