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Genova, Stazioni Marittime: oltre 110 milioni di ricadute dirette sulla città (video)

Genova porto

Tra i 110 e i 125 milioni di euro di ricadute nel sistema economico locale genovese. Ricadute che crescono a oltre i 300 milioni considerando l’indiretto e l’indotto per l’intero Paese. Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla ricerca condotta tra aprile e giugno 2016 da Risposte Turismo per Stazioni Marittime Genova, che ha determinato le ricadute economiche legate al traffico passeggeri sotto la Lanterna.

La ricerca include sia la componente crocieristica, sia quella dei traghetti, entrambi due tasselli importanti per l’economia cittadina. «Due tasselli importanti, è vero, ma Genova dovrebbe fare qualcosa di più per accoglierli – commenta Edoardo Monzani, ad di Stazioni Marittime – Genova deve cambiare mentalità, deve diventare una città modena. Come? Prima di tutto la pulizia. Il nostro centro storico è bellissimo, ma è impresentabile. Inoltre, commercianti ed esercenti dovrebbero tenere aperti i propri negozi alla domenica o nei periodi festivi. Un’occasione d’oro si presenterà proprio questa domenica, l’11 settembre: ci saranno quattro navi da crociera ormeggiate al porto di Genova, per un flusso di crocieristi pari a circa 16 mila persone in una sola giornata. Vedremo se sapremo accoglierli adeguatamente». Pronta la risposta di Carla Sibilla, assessore al Turismo del Comune di Genova: «Siamo consapevoli che c’è da migliorare, ma la città in questi anni ha già fatto molto, pensiamo solo alle diverse azioni di marketing messe in atto per invogliare anche gli stessi crocieristi a fermarsi in città». Ma la tirata di orecchie di Monzani non è rivolta solo al Comune di Genova, «con il quale – precisa – c’è moltissima collaborazione, così come con l’Agenzia delle Dogane e gli altri enti che lavorano con Stazioni Marittime», ma anche all’Aeroporto di Genova: «C’è molto da migliorare anche nel campo dei servizi aeroportuali – aggiunge il presidente di Stazioni Marittime Ferdinando Lolli – cosa che consentirebbe di intercettare nuovi traffici quantificabili in centinaia di migliaia di persone».

Per ora gli ultimi dati parlano di 623.950 crocieristi registrati nei primi 8 mesi del 2016, contro i 520.400 circa dello stesso periodo del 2015 (+205). Positivi anche i numeri del traffico traghetti: oltre 1,54 milioni di passeggeri tra gennaio e agosto, contro l’1,48 unità dello stesso periodo dell’anno precedente (+4%). In totale, si tratta di quasi 2 milioni e 168 mila passeggeri (+8,2%).

Tornando alla ricerca di Risposte Turismo, con oltre 850 mila crocieristi movimentati nel 2015 e oltre 2 milioni di passeggeri traghetti, Genova rientra nella top 10 italiana per traffico crocieristico. Il suo porto si caratterizza per la prevalenza della componente di imbarco e sbarco, rispetto a quella in transito, e per la sua ridotta stagionalità. Lo studio ha analizzato le ricadute dirette su Genova, prendendo in considerazione crocieristi, passeggeri ferry, equipaggi, compagnie di crociera e compagnie ferry. Cinque direttrici per individuare la spesa sul territorio a 360 gradi.

Nel primo caso, i crocieristi si dividono ulteriormente tra quelli in imbarco-sbarco, in transito con escursione organizzata o indipendenti. Tra le principali mete, l’Acquario di Genova, il centro storico e i palazzi, ma anche Milano e località liguri come Portofino, Santa Margherita e Rapallo. Complessivamente il contributo delle spese dirette dei crocieristi a terra nel 2015 è stimato tra i 58 e i 67 milioni di euro.

I passeggeri ferry in imbarco spendono in media 12,81 euro, mentre 7,38 euro è la spesa media di quelli in sbarco. Complessivamente, nel primo caso il contributo sul territorio è di 13,07 milioni, mentre nel secondo caso ammonta a 7,26 milioni di euro.

Per ciò che riguarda gli equipaggi, è stato stimato che circa il 40% di esso scende a terra durante le soste, per una spesa pro capite giornaliera di 23 euro. La ricaduta su Genova è quindi da considerarsi compresa tra l’1,97 e i 2,2 milioni di euro.

Dunque, una stima di spesa derivante dalle sole persone (passeggeri ed equipaggi) pari a 80-90 milioni di euro, su cui influisce soprattutto la parte crocieristica, che pesa per il 70%.

Infine, le compagnie: escludendo le spese relative ai servizi di bunkeraggio, i valori ottenuti variano da una spesa di 10 mila euro fino a oltre 160 mila ad accosto. Considerando le 198 cruise call del 2015 a Genova, si parla di un intervallo compreso tra i 15,9 e i 19,9 milioni di euro. Per quello che riguarda invece i traghetti, 1.541 toccate per un valore di spesa delle compagnie ferry stimato tra i 14 e i 15,6 milioni di euro.

In base alla ricerca, dall’attività di Stazioni Marittime deriva anche una ricaduta indiretta e indotta sul territorio nazionale, quantificabile in oltre 200 milioni di euro. Complessivamente, le ricadute totali (dirette a Genova, indirette e indotte in Italia) si arriva a un intervallo compreso tra i 338 e i 381 milioni di euro. Un occhio anche alle ricadute occupazionali: tra le 2.540 e le 2.860 unità full time per circa 60 milioni di euro in redditi di lavoro.