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Clas, il pesto made in Chiusanico sbarca in 30 Paesi del mondo

Con il 90% di produzione destinata all’estero e ben il 98% in conto terzi, l’imperiese Clas Pesto è tra i principali produttori di pesto a marchio privato nel mondo. Una realtà industriale, nata nel 1989, con sede a Chiusanico, che sfrutta ben 22 mila metri quadrati di superficie per lavorare il basilico genovese Dop, insieme ad altri ingredienti certificati, e confezionare oltre 50 milioni di vasetti all’anno.

Pesto, ma anche altre ricette della tradizione, tra cui pesto rosso, calabrese, piccante e siciliano, sbarcano non solo sui principali mercati di punta dell’azienda (Germania, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, ma anche Italia), ma presto anche in Asia. Nel complesso, sono circa una trentina i Paesi del mondo a cui sono destinati i vasetti made in Liguria.

Tra le altre produzioni aziendali, bruschette, salse, sughi, tapenade. Nell’ultimo anno sono state ideate nuove ricette che pongono più attenzione ai temi salutistici: si tratta delle linee biologiche, vegane, senza glutine, con pochi grassi o senza zuccheri aggiunti. Altra novità sulla quale Clas sta lavorando sono i prodotti etnici.

Per qualsiasi tipo di prodotto, l’attenzione dell’azienda di Chiusanico è rivolta alle materie prime e al controllo della filiera (e la sede in Liguria, di certo, aiuta), ma anche alla ricerca e sviluppo. Da un lato, fanno la differenza il basilico genovese Dop, proveniente da Genova e dalle piane di Albenga e di cui viene utilizzato il primo taglio, così come le denominazioni di origine protetta di Parmigiano Reggiano, Grana Padano e pecorino romano. In particolare, per i prodotti principali e altri ingredienti, Clas segue l’intera filiera, essendo proprietaria di diverse coltivazioni e occupandosi quindi direttamente della semina, del raccolto e del processo di essiccazione. Dall’altra parte, all’interno del laboratorio di Chiusanico, si studiano continuamente nuove ricette, in collaborazione con i clienti, per cercare di anticipare le tendenze del mercato e sviluppare nuove idee. Non a caso l’azienda ha finora messo a punto più di 300 preparazioni personalizzate per cliente, marchio e mercato e si è dotata di diverse certificazioni per garantire la qualità dei propri prodotti (Iso 9001, Brc, Ifc, certificazione biologica Ccpb).

Con un fatturato che ha superato i 30 milioni di euro, l’industria alimentare imperiese sta valutando la possibilità di ampliarsi sia a livello di strutture, sia di impianti, per spingere sulla crescita dei volumi. «L’obiettivo – afferma Massimo Bianchi, direttore generale di Clas – è quello di mantenere il trend di sviluppo ottenuto in questi anni, con particolare attenzione al rafforzamento del fatturato e allo sviluppo di nuovi cluster».