La Regione Liguria azzera l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive per le imprese che nascono nel 2016. Il provvedimento coinvolge l’aliquota del 3,9% sui ricavi e durerà 4 anni. I settori coinvolti sono manifatturiero, edilizia, agroalimentare, artigianato, turismo, ristorazione, ricettività, nautica da diporto, informatica, alta tecnologia, servizi alla persona. I codici ateco sono disponibili da domani sul sito della Regione sezione Tasse e tributi.
Il provvedimento era contenuto nel Growth act ma, come sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi, «il meccanismo burocratico da mettere in moto era notevole. La giunta Biasotti era stata più timida, con la riduzione dell’1%, vediamo se questo azzeramento sarà efficace in combinazione con le altre misure».
«Abbiamo bisogno di continui check, per vedere se ciò che stiamo facendo va nella direzione giusta − aggiunge il governatore Giovanni Toti − vogliamo creare un clima favorevole a chi fa impresa».
Per la Regione si tratterà di circa di 2 milioni di euro di mancati introiti all’anno. I codici ateco coinvolti sono 80 per gli aggregati, un migliaio non aggregati. «Ci auguriamo − dice Rixi − che questi soldi che le aziende avranno in più servano per investimenti, pur essendo consapevoli che la modifica dell’aliquota non fa diventare immediatamente conveniente la nostra Regione, ma è un sacrificio per vedere i risultati di queste operazioni. La nostra scommessa è di generare più dei due milioni ipotizzati». La Liguria è stata la prima Regione a fare un passo del genere: «Per cambiare questa Regione serve una sinergia pubblico-privato», ribadisce Toti.
