string(18) "/?something=blabla"
array(2) { ["home"]=> array(2) { ["label"]=> string(4) "Home" ["url"]=> string(30) "https://staging.bizjournal.it/" } ["taxonomies"]=> array(2) { ["category"]=> array(2) { ["label"]=> string(9) "Categorie" ["terms"]=> array(1) { [0]=> array(2) { ["label"]=> string(8) "Economia" ["url"]=> string(48) "https://staging.bizjournal.it/category/economia/" } } } ["post_tag"]=> array(2) { ["label"]=> string(3) "Tag" ["terms"]=> array(1) { [0]=> array(2) { ["label"]=> string(11) "agricoltura" ["url"]=> string(48) "https://staging.bizjournal.it/tag/agricoltura-2/" } } } } }
bool(true)

Zootecnia, Mai: «Altri 250 mila euro in assestamento di bilancio»

«Siamo riusciti a far rientrare nell’assestamento di bilancio le risorse mancanti per il settore zootecnico: quei 250 mila euro che vanno ad aggiungersi agli altri 250 mila stanziati a luglio e che arriveranno entro il 2015. Manteniamo in questo modo una promessa fatta a inizio anno». Lo annuncia Stefano Mai, assessore regionale all’Agricoltura e Zootecnia, presente oggi al presidio organizzato da Coldiretti Liguria davanti all’ingresso dell Coop Terminal Traghetti a Genova.

La protesta degli allevatori liguri, con volantinaggio davanti al supermercato, verte sulla difficoltà di trarre profitto dalle vendite del latte, pagato ai produttori a prezzi insufficienti a coprire i costi di produzione. «Il latte ormai è una commodity – spiega il presidente regionale di Coldiretti Liguria Gerolamo Calleri – attorno a cui ruotano interessi economici di livello mondiale. Se pensiamo che il costo di produzione del latte in Paesi come Australia e Nuova Zelanda si aggira intorno ai 25 centesimi al litro, ma con un prezzo al dettaglio che oscilla tra 1,2 e 1,6 euro al litro, ci rendiamo conto che non paghiamo il valore del prodotto ma costi infrastrutturali, amministrativi e commerciali che non hanno nulla a che vedere con il latte stesso. La Liguria, oltre a rappresentare una piccola goccia della produzione nazionale, sconta una situazione orografica particolarmente difficile e una cronica mancanza di vie di accesso che rendono la raccolta del latte assolutamente antieconomica, soprattutto se rapportata alle piccole quantità prodotte».

«Dobbiamo lavorare insieme – dice Mai – per fare cambiare idea e modo di operare all’Unione europea, che troppo spesso si scontra con la necessità di salvaguardare le nostre produzioni e i nostri piccoli imprenditori, agricoltori e allevatori».