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Fincantieri chiude i primi nove mesi 2015 con un rosso di 96 milioni

Fincantieri chiude i primi nove mesi del 2015 con un rosso di 96 milioni di euro contro un risultato positivo per 42 milioni di euro al 30 settembre 2014. Sono in crescita gli ordini acquisiti, 4.852 milioni di euro (4.247 milioni di euro al 30 settembre 2014) e il portafoglio ordini, 17.605 milioni di euro (14.590 milioni di euro al 30 settembre 2014). L’ebitda è 6 milioni di euro (207 milioni di euro al 30 settembre 2014) di cui 26 milioni di euro del segmento Shipbuilding, -16 milioni di euro del segmento Offshore e 19 milioni di euro del segmento Sistemi, Componenti e Servizi; l’ebitda margin consolidato è dello 0,2% (7,1% al 30 settembre 2014). Ebit è negativo per 74 milioni di euro (positivo per 132 milioni di euro al 30 settembre 2014) con un ebit margin negativo del 2,4% (+4,5% al 30 settembre 2014).

Sui risultati, spiega una nota stampa della società «pesa un numero eccezionale di prototipi di navi da crociera, distribuiti su diversi clienti, acquisiti durante gli anni della crisi del settore crocieristico a condizioni di prezzo fortemente depresse e le cui consegne sono concentrate nel biennio 2015-2016. Conseguente sovraccarico delle strutture di ingegneria che non hanno trovato adeguato supporto dall’indotto quasi azzerato dalla crisi e penalizzazione del margine ebitda nel corso del terzo trimestre 2015, data la tipica concentrazione dei costi negli ultimi mesi di allestimento». In questo contesto, è stata attivata una task force per la gestione delle modifiche progettuali in produzione e per l’utilizzo di strutture di progettazione e produzione della controllata Vard, e sono state intraprese specifiche iniziative finalizzate alla ricostituzione del network di subfornitura e all’avvio di progetti di miglioramento dei sistemi tecnici dell’ingegneria e dei sistemi di pianificazione della produzione.

Nel segmento Offshore la situazione di mercato risulta profondamente deteriorata a livello globale, con conseguente avvio da parte di Vard di programmi di riorganizzazione delle operations, in particolare nei cantieri rumeni e norvegesi, volti a una riduzione strutturale della base costi e all’accelerazione delle azioni per lo sviluppo di sinergie con le attività italiane del business navi da crociera, finalizzati ad aumentarne in modo strutturale la capacità produttiva. Inoltre, per risolvere definitivamente le perduranti problematiche operative in Brasile, in parte legate all’attuale difficile contesto politico-economico del paese, sono in fase di studio diverse opzioni strategiche. Importanti accordi commerciali in ambito navi da crociera e navi militari saranno formalizzati in larga parte entro l’approvazione del bilancio 2015.

È in corso di elaborazione il Piano Industriale «che terrà conto dell’esito delle rilevanti trattative commerciali in corso e dei conseguenti piani produttivi ed espliciterà le modalità di risoluzione delle criticità citate e gli obiettivi economico-finanziari di breve e medio termine».