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Borse europee spinte dalla rinuncia di Truss al taglio fiscae in UK e dalle trimestrali Usa

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Borsa

La rinuncia del premier britannico Liz Truss al taglio fiscale che aveva provocato turbolenza politica e i conti di alcune trimestrali Usa che hanno superato le aspettative, come la Bank of America e la Bank of New York Mellon, hanno spinto le Borse europee, Milano segna +1,86%, Parigi+l’1,83%, Francoforte +,7%, Madrid +2,29%, Londra + 0,9%, mentre a Wall Street il Dow Jones torna sopra la soglia dei 30.000 punti.

In moderato aumento lo spread Btp/Bund, a 238 punti (variazione +2,28%, rendimento Btp 10 anni +4,64%, rendimento Bund 10 anni +2,27%)

A Piazza Affari, Mps nel primo giorno dell’operazione ha chiuso a -2,69%. Boom di Tenaris (+4,66%), bene le banche con Bper Banca +2,14%, Banco Bpm +1,86%, Unicredit +1,28%. Salgono Enel +2,47% sulle indiscrezioni relative alle trattative con il fondo Cvc per la cessione del 50% dei servizi di rete ai distributori e Leonardo +2,99%, in relazione al budget della difesa del Regno Unito. Nel lusso calano Moncler +2,51% e -0,26%. In recupero Telecom Italia +2,71% dopo un avvio negati causatodal taglio di rating da parte di S&P. Brilla Saras +4,24%.

Le dichiarazioni del Governo britannico hanno fatto salire la sterlina (scambiata a 1,142 sul dollaro, dall’1,12 di venerdi’) e allentato le tensioni sui titoli di Stato. Euro/dollaro stabile verso metà seduta a 0,9737 (da 0,9742 segnato venerdì 14 ottobre alla chiusura dei mercati continentali). Il dollaro continuerà probabilmente a salire, dato che i tassi di interesse aumenteranno per contrastare l’inflazione.

Il petrolio ha girato in negativo dopo i rialzi delle ore precedenti (-0,1% il Wti novembre a 85,52 dollari, -0,03% il Brent dicembre a 891,58 dollari). In ribasso i prezzi del gas prezzi del gas (-10,6% a 126,8 euro al megawattora nel finale, ai minimi da giugno), con le iniziative dell’Ue per contenere i costi e la proposta di un nuovo indice benchmark che rifletta meglio le condizioni reali del mercato.