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“Spese pazze”: Gino Garibaldi, la magistratura ha violato l’autonomia della Regione

La procura e il gip nell’inchiesta sulle presunte “spese pazze” dei gruppi consiliari della Regione Liguria hanno invaso la sfera di attribuzioni degli organi regionali e quindi bisogna sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato. È il contenuto della diffida presentata al presidente della Regione  da parte dell’ex consigliere Gino Garibaldi, tramite il suo legale Daniele Granara.

La diffida è stata presentata anche nel corso dell’udienza preliminare per le spese pazze in consiglio per l’inchiesta in cui sono indagati i 25 consiglieri. Le spese contestate dal pm Francesco Pinto riguardano il periodo della legislatura compresa tra il 2010 e il 2012. Secondo l’accusa, i 25 consiglieri si sarebbero fatti rimborsare dalla Regione acquisti personali . Secondo il legale, il consiglio regionale ha una sua autonomia politica e organizzativa, contabile e funzionale garantita dalla Costituzione. Tra le funzioni garantite sarebbe anche quella delle decisioni sulle spese di rappresentanza e per l’esercizio delle funzioni dei consiglieri. L’avvocato sostiene che le spese contestate dalla procura sono state fatte a fini istituzionali. Granara ha chiesto al presidente attuale della Regione, Giovanni Toti, di sollevare il conflitto di attribuzioni e, di conseguenza, l’annullamento del procedimento penale in corso.