string(18) "/?something=blabla"
array(2) { ["home"]=> array(2) { ["label"]=> string(4) "Home" ["url"]=> string(30) "https://staging.bizjournal.it/" } ["taxonomies"]=> array(2) { ["category"]=> array(2) { ["label"]=> string(9) "Categorie" ["terms"]=> array(1) { [0]=> array(2) { ["label"]=> string(7) "Sanità" ["url"]=> string(46) "https://staging.bizjournal.it/category/sanita/" } } } ["post_tag"]=> array(2) { ["label"]=> string(3) "Tag" ["terms"]=> array(1) { [0]=> array(2) { ["label"]=> string(12) "Cgil Liguria" ["url"]=> string(47) "https://staging.bizjournal.it/tag/cgil-liguria/" } } } } }
bool(true)

Formazione oss, Funzione pubblica Cgil Liguria: La Regione riveda le condizioni d’accesso

operatore socio sanitario assistenza

La Funzione pubblica Cgil e la Cgil Liguria chiedono alla Regione di rivedere le condizioni di accesso alla formazione di chi vuole ottenere i titoli per diventare operatore socio sanitario.

Allo stato attuale i corsi da sostenere sono a titolo oneroso con cifre che superano di gran lunga i 2 mila euro a studente, condizione che preclude l’accesso a molti. L’atavica carenza di personale ha mostrato tutta la sua drammaticità soprattutto nel periodo pandemico quando all’emergenza quotidiana si è sommata quella legata al Covid-19. A questo proposito la Cgil ha posto la questione questa mattina in occasione della Commissione regionale sulla sanità convocata in video conferenza, appuntamento che tra i vari punti ha trattato anche la questione delle procedure di assunzione dell’operatore sociosanitario «Da tempo sollecitiamo la Regione a modificare le condizioni di accesso alla professione: molte persone non hanno la possibilità di sostenere costi così elevati con il risultato che in tanti rinunciano in partenza – commenta Diego Seggi segretario regionale Fp Cgil – alla Regione abbiamo chiesto di intervenire con fondi propri o comunque con agevolazioni che consentano a tutti di intraprendere i corsi. A breve, con l’effettuazione dei concorsi pubblici si assisterà ad una emorragia di personale dal sistema privato a quello pubblico con gravi ripercussioni su una utenza fragile e sull’intero sistema sociosanitario regionale».

Nel corso della riunione la Fp Cgil ha denunciato il paradosso legato anche alla condizione di reclutamento del personale infermieristico «La scarsa programmazione dei fabbisogni e le criticità riguardo lo svolgimento dei concorsi banditi e poi bloccati,  svolti per la Regione da Alisa, di fatto ha impedito ai singoli Enti di fare concorsi sulla base delle esigenze programmatorie delle singole Asl territoriali – dice Seggi – il risultato è che oggi non  abbiamo nemmeno gli infermieri per sostituire chi va in pensione».

Al termine dell’incontro è stato chiesto un tavolo di confronto urgente che veda rappresentati i problemi degli operatori pubblici e privati e la tenuta dei servizi in questo momento di emergenza e per programmare il futuro.