Il Gruppo Carige registra nel terzo trimestre una perdita di 24,1 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai primi cinque mesi di gestione ordinaria (-97,8 milioni); tale risultato è stato conseguito mediante un forte incremento dei ricavi core, accelerando sul percorso di recupero della redditività nonostante la permanenza di un contesto pandemico grave e in via di ulteriore peggioramento. Come per il periodo consuntivato al 30 giugno, i risultati sono stati conseguiti con le infrastrutture informatiche e l’assetto organizzativo preesistenti. È quanto risulta dai risultati consolidati al 30 settembre 2020 della gestione ordinaria iniziata il 1° febbraio 2020, e riferita quindi a 8 mesi, approvati oggi dal cda di Banca Carige.
La perdita media mensile registrata nel terzo trimestre (di 2/3 inferiore rispetto al dato medio mensile dei 5 mesi precedenti) riporta sostanzialmente la banca in linea con il trend mensile previsto dal Piano Strategico 2019-23, che stimava per il 2020 una perdita complessiva di 79,0 milioni, prima dei non prevedibili impatti sistemici determinati dalla pandemia.
«L’aggravamento dell’emergenza sanitaria intervenuto nelle ultime settimane e le nuove misure di progressivo confinamento della popolazione – informa una nota della società – impongono importanti cautele circa la prevedibilità di mantenere un analogo andamento nel quarto trimestre 2020, che potrebbe anche discostarsi in modo significativo dai dati del terzo, così come, per contro, gli investimenti informatici e il riassetto organizzativo, annunciati a ottobre e previsti per il primo trimestre 2021, potrebbero contribuire a nuove e ancor più significative accelerazioni nel recupero della redditività nel corso del prossimo esercizio.
Oltre alla conferma dell’inversione di tendenza sulle attività di impiego e di raccolta con la clientela rispetto agli anni precedenti, la banca consolida i segnali di resilienza rispetto al contesto esterno manifestati nel primo semestre, confermando allo stesso tempo performance commerciali da primato a livello di sistema bancario sul fronte dei finanziamenti erogati per l’emergenza Covid-19 e sul fronte del risparmio gestito.
Viene confermato il forte presidio sul rischio di credito con un coverage medio di portafoglio che si attesta al 49,3% (51,1% inclusi i write-off) e un NPE ratio lordo e netto rispettivamente pari al 5,3% e al 2,8%; un’ulteriore conferma arriva anche dalla qualità del portafoglio crediti che evidenzia come l’83% circa del portafoglio impieghi sia classificato con rating elevato (eccellente, buono, medio) e larga parte dello stesso sia garantita (95% circa per i privati, 46% circa per le imprese).
Come conseguenza, il livello di RWA – Risk Weighted Assets, determinato secondo l’approccio standard, scende a 9,9 miliardi e gli indicatori di solidità patrimoniale si mantengono superiori ai livelli regolamentari: il CET1 ratio phased-in sale al 12,2% e il Total Capital ratio phased-in al 14,4%.
Francesco Guido, amministratore delegato di Banca Carige, così commenta i risultati: «In una condizione di difficoltà estrema derivante dal contesto esterno, il risultato del terzo trimestre conferma ancora una volta la grande forza e il valore delle donne e degli uomini di Carige. Dimostra inoltre la forte intensità del legame che unisce la banca con la sua clientela e il suo territorio. Abbiamo ben chiara la nostra responsabilità nel rispettare la fiducia concessa dai nostri clienti attraverso capacità, velocità di servizio, mettendo a disposizione qualità crescenti e di massimo livello ed è in questa prospettiva che proseguiremo con estrema determinazione».
